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10 nov 2007

00:18

car crashMezzanotte e diciotto, o giù di li.
Ero al capolinea del Metrobus alla Stazione, e so l'ora perchè quando ho sentito il [gran] botto stavo aspettando la partenza dell'ultimo mezzo per riporre l'equipaggiamento e tornare a casa.
Purtroppo qualcuno ha pensato [male] di imboccare Corso del Popolo da dove è vietato.
Poi, non pago, ha deciso di tirar dritto al primo incrocio [col semaforo che suppongo indicasse l'obbligo di fermarsi, dato il risultato].
Così assieme a conducente e controllore, ci siam trovati ad aspettare che i mezzi fossero rimossi, per poter partire.
Verso le due, dato che non si capiva bene quanto ci sarebbe ancora voluto, sono stato gentilmente congedato. E, visto che la notte era ancora giovane, ho offerto un passaggio fino in Guizza ai tre poveracci in attesa a bordo delle carrozze.

Non ricordo mi sia mai particolarmente piaciuto prendere l'autobus. Specie al Liceo. Una volta patentato, ho sempre provato pena per chi vedevo in attesa ad una fermata. Così mi è spesso passato per la testa di offrire un passaggio a certi volti un po' sconsolati. Ma poi pensi "perchè dovrebbero fidarsi di uno sconosciuto"?
Ieri sera ho avuto l'occasione di mettere in pratica l'idea.
Credo nella mia testa sia programmata una strana procedura per la quale sono spinto a cercare di evitare al prossimo esperienze a me sgradite.
Tara genetica o condizionamento? Per me l'Esercito ne era a conoscenza, quando mi ha destinato Alpino.
Mah, chissà.. ai posteri l'ardua sentenza [sempre che non arrivi prima da qualche saggio lettore, nei commenti] :-)